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Legalità & netiquette in rete
IL PARENTAL CONTROL NON E'
UN'APPLICAZIONE SPIA
L'uso incontrollato dei social media e
delle applicazioni dedicate esclusiva-
mente ai minori ha creato un mondo vir-
tuale parallelo poco conosciuto dai ge-
nitori sebbene, secondo il vigente Co-
dice Civile, questi hanno l'obbligo di
mantenere, istruire, educare e assiste-
re moralmente i figli e si trovano a
rispondere per i danni da loro causati
ad altri soggetti.
a cura di Fiorella Mandaglio
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Che i genitori siano responsabili in
solido con i minori anche per gli ille-
citi commessi dai figli attraverso l'u-
so distorto dei social media e delle
App è stato confermato da diverse sen-
tenze di Merito e di Cassazione che
hanno più volte ribadito la colpa in
educando di quei genitori che non si
attivano per controllare ed educare i
discendenti, presupponendo che la con-
dotta del minore sia figlia di un'edu-
cazione carente e del mancato insegna-
mento del rispetto delle regole.
a cura di Fiorella Mandaglio
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E' certo però che un controllo ossessi-
vo e iperprotettivo non è la strada mi-
gliore da percorrere né tantomeno la
categorica negazione degli strumenti
tecnologici e dei social. Il ruolo ge-
nitoriale consiste piuttosto nell'esse-
re una guida autorevole e accogliente,
con l'obiettivo di accompagnare i figli
verso l'autonomia, fornire regole chia-
re, limiti e disciplina per contenere
gli impulsi e insegnare il rispetto
delle norme sociali e dunque anche
acquisire una corretta educazione >>>
a cura di Fiorella Mandaglio
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digitale che li porti ad interagire con
consapevolezza e legalità nel mondo
virtuale. L'affacciarsi dei minori a
quest'ultimo deve essere graduale se-
guendo un percorso educativo che deve
essere discusso e spiegato ai figli fa-
cendogli comprendere per quali ragioni
si decide di attivare i filtri famiglia
presenti all'interno dello strumento
tecnologico che viene loro consegnato.
a cura di Fiorella Mandaglio
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Prima di attivare il parental control è
bene condividere con loro le motivazio-
ni che spingono a limitare alcuni siti
e applicazioni, motivando le ragioni
che determinano la configurazione delle
impostazioni dello smartphone nel modo
ritenuto più idoneo e sicuro alla loro
crescita equilibrata. Agendo in questo
modo, oltre a rendere il minore parte
attiva della propria educazione digita-
le si evitano inutili incomprensioni
che potrebbero poi spingere il minore
alla ricerca di metodi che >>>
a cura di Fiorella Mandaglio
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consentono la disattivazione delle re-
strizioni presenti sul proprio device.
E' doveroso chiarire che, sebbene rien-
tri nella responsabilità educativa del-
l'adulto nei confronti del minore, il
parental control non va usato in modo
distorto ricorrendo ad applicazioni che
hanno uno scopo prevalente di controllo
anziché pedagogico- educativo, aiutando
il minore ad entrare gradualmente nel
mondo virtuale così come lo si accompa-
gna e prepara all'ingresso nella socie-
tà adulta e nel mondo del lavoro.
a cura di Fiorella Mandaglio
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IL PARENTAL CONTROL NON E'
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L'istallazione delle "SpyApp" ovvero
delle App che si scaricano sui device
al fine di monitorare da remoto tutte
le azioni, i contatti e gli spostamenti
della persona controllata senza che
questa ne abbia consapevolezza, è ol-
tremodo dannosa ed al limite della le-
galità se fatta di nascosto su un di-
spositivo altrui per spiarne attività
in rete, registrare telefonate,memoriz-
zare chat se non addirittura impostare
piccoli comandi da remoto per interagi-
re con il dispositivo prescelto.
a cura di Fiorella Mandaglio
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E' utile ricordare che alcune di esse
si sono rivelate molto pericolose in
quelle relazioni ossessive e control-
lanti e più volte messe al centro di
quei comportamenti illeciti che rien-
trano negli atti persecutori che se
perpetrati attraverso l'uso della te-
cnologia diventano cyberstalking.
a cura di Fiorella Mandaglio
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Legalità & netiquette in rete
IL TRICKERY
divertimento, la ragazza rimane vittima
di un meccanismo che intacca profonda-
mente la sua personalità, distrugge
brutalmente la sua autostima e nel mo-
mento in cui si sforza di dimenticare
diventa lo zimbello di tutti perché
l'umiliazione corre in rete, viene mol-
tiplicata per il numero di condivisio-
ni, di commenti e di risatine.
a cura di Fiorella Mandaglio
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