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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO Cumnia Intertexta, la cosiddetta Lumaca Vampiro, è stata eletta Mollusco dell'Anno 2026. La specie è stata candidata al riconoscimento mondiale ha superato altre 4 specie ottenendo 5506 voti in una call scientifica globale durante la finale della competizione "Mollusc of the Year 2026". Unica specie del Mediterraneo candidata in questa edizione del concorso Cumia intertexta è un piccolo gasteropode che ha una strategia alimentare decisamente insolita per un mollusco. www.szn.it fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO Si nutre infatti del sangue di diverse specie di pesci, che vengono avvicinati durante la notte mentre riposano sul fondale, grazie all'olfatto particolarmente sviluppato che permette alla lumaca vampiro di localizzare con precisione l'ospite. Quando si trova in prossimità del pesce, la Cumia usa una proboscide flessibile (lunga 10 volte la conchiglia!), dotata di minuscoli denticoli, per agganciarsi alla pelle del pesce e creare al contempo una piccola lacerazione grazie alla quale può iniziare il suo pasto di sangue. www.szn.it fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>46
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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO Una volta sazia, ritira la proboscide e torna a nascondersi, lasciando il pesce stordito ma vivo fino al prossimo pasto! La specie di cui è stata individuata una popolazione nelle acque costiere di Porto Cesareo, in Puglia, abita il mediterraneo meridionale ed è l'unica rappresentante nel nostro mare della famiglia Colubrariidae che comprende un centinaio di specie per lo più ematofaghe ovvero che succhiano il sangue ai pesci. Queste lumache vivono prevalentemente in acque basse della fascia tropicale e subtropicale<<< www.szn.it 3/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO >>>o nelle fessure delle rocce e delle barriere coralline, per attivarsi di notte. Le loro vittime preferite sembrano essere i pesci pappagallo per la loro abitudine di rifugiarsi ogni notte nello stesso sito. Sebbene raro, il vampirismo si è evoluto indipendentemente più volte nei gasteropodi. Tutte queste famiglie appartengono allo stesso gruppo, quello dei neogasteropodi,caratterizzato da uno stile di vita predatorio in cui spesso la preda viene paralizzata grazi alla produzione di tossine, in grado di iniettare un veleno lanciando dei dardi acuminati. 4/7 www.szn.it fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn
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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO Anche in Cumia intertexta sono state identificate numerose tossine: proteine ad azione citolitica, ovvero in grado di rompere le membrane cellulari e facilitare l'accesso ai vasi sanguigni; enzimi che aumentano la pressione del pesce e quindi la "portata" del sangue e la velocità a cui viene ingerito; neurotossine che anestetizzano il pesce durante il pasto; e una serie di pepti- di anticoagulanti e antiaggreganti che mantengono il sangue fluido. Diverse di queste molecole bioattive potrebbero servire per sviluppare nuovi farmaci e sono attualmente allo studio. www.szn.it fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO Imprescindibile a questo punto per avanzare nella ricerca è la conoscenza dell'organizzazione del genoma di que- sta specie, che può fornire informazio- ni fondamentali sulla variabilità gene- tica alla base della produzione dei composti bioattivi, rendendo la nostra Cumia intertexta una specie modello per la venomica, la disciplina che studia i veleni ed i sistemi veleniferi in natura. Si tratta di un'area di ricerca molto promettente per la scoperta di composti bioattivi potenzialmente applicabili sulla specie umana (bioprospecting). www.szn.it 6/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464
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LA LUMACA VAMPIRO DEL MEDITERRANEO MOLLUSCO DELL'ANNO Sfrutta infatti i milioni di anni di ottimizzazione effettuata dalla selezione naturale che hanno permesso agli organismi velenosi di produrre composti bioattivi estremamente potenti e specifici per i loro target molecolari. Tra l'altro, i pesci hanno dei meccanismi di coagulazione molto efficienti, per compensare il maggior rischio di sanguinamento in ambiente aquatico, il che rende la ricerca sugli ematofagi marini particolarmente interessante. www.szn.it 7/7 fonte Stazione Zoologica Anton Dohrn Ambiente 450 Io non rischio 460>464

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