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Dalla natura una innovazione per re-
cuperare le terre rare dalle batterie
Lo studio condotto da scienziati della
Johns Hopkins University (USA) "Selec-
tive cobalt and nickel separation by
bioacid-mediated electrowinning", pub-
blicato sulla rivista Science Advances
dimostra come l'acido tartarico può fa-
cilitare la separazione di cobalto e
nichel durante il recupero dei materia-
li dalle batterie agli ioni di litio.
Il sistema messo a punto consente di
recuperare oltre il 95% dei metalli in
sistemi continui.
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Dalla natura una innovazione per re-
cuperare le terre rare dalle batterie
Nel dettaglio, i ricercatori dell'Uni-
versità di Baltimora hanno utilizzato
bioacidi per facilitare la separazione
elettrochimica dei metalli, testando 13
diversi acidi organici di origine bio-
logica. L'acido tartarico, composto
presente nell'uva, si è dimostrato il
più utile in quanto interagisce con gli
ioni metallici in modo selettivo. Il
sistema consente recuperare metalli
preziosi dalle batterie esauste senza
ricorrere a reagenti aggressivi.
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Le nuove batterie risparmiano
materiali e l'ambiente
I test galvanostatici hanno dimostrato
una stabilità fino a 120.000 cicli di
carica e scarica. Il decadimento di
capacità è minimo. Le attuali batterie
ad acqua si degradano dopo solo poche
migliaia di cicli. Le proiezioni basate
sui cicli testati, indicano che addi-
rittura le nuove batterie ad acqua,
ricaricata tutti i giorni, potrebbero
durare anche oltre i 300 anni.
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CNR: dalla lignina una nuova fron-
tiera per l'energia miniaturizzata
Tali caratteristiche rendono i nuovi
dispositivi a base di lignina ideali
per sensori, dispositivi biomedicali,
tecnologie indossabili ed elettronica
flessibile. Le misure in corrente con-
tinua hanno, inoltre, rivelato un ef-
fetto di memresistive switching, apren-
do la possibilità di sviluppare memre-
sistori in lignina, utili in applica-
zioni nel neuromorphic computing con
funzionalità finora associate a mate-
riali poco sostenibili.
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