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Pressione Atmosferica e Rendimento Mentale La capacità di concentrazione e il lavoro mentale sono influenzati dalle condizioni ambientali di temperatura e umidità. I nostri riflessi sono rallentati con pressione atmosferica in calo, cielo coperto, temperature troppo alte o con venti caldi e secchi. Anche il freddo rallenta la nostra ri- sposta agli stimoli esterni, perché riduce la sezione dei capillari sangui- gni e quindi anche l'irrorazione cere- brale. 1/3 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640
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Pressione Atmosferica e Rendimento Mentale (2) Le condizioni ottimali per riflessi pronti e reazioni efficaci sembrerebbe- ro quelle offerte da giornate con cielo sereno, temperature gradevoli e alta pressione. Anche la concentrazione e il rendimento degli studenti sarebbero condizionati dalle condizioni meteoro- logiche. In particolare, pare che per prendere un bel voto convenga attendere i momen- ti finali di un periodo di alta pres- sione, quando la pressione inizia a ca- lare. 2/3 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640
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Pressione Atmosferica e Rendimento Mentale (3) Attenzione, però, alle situazioni in cui il barometro segnala un calo della pressione troppo brusco e rapido,perché possono provocare un minore apporto di ossigeno al cervello e quindi ottenere l'effetto contrario, con il risultato di una diminuzione dell'efficienza men- tale. 3/3 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640
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"Il Parafulmine umano" 2a parte Per questo motivo, il 7 agosto del 1973, quando in quel caldo agosto si vide venire incontro una nube tempesto- sa, decise di rientrare sfrecciando tra le strade del parco con il furgone di servizio. Quando ebbe l'impressione di essersi allontanato abbastanza dalla tempesta, decise di scendere dal veico- lo, ma mentre si trovava appoggiato al suo fuoristrada, Sullivan venne fulmi- nato per la 5a volta: la violenta scos- sa lo sbalzò a qualche metro dalla vet- tura, mandando in fumo il suo cappello e anche ciò che rimaneva dei suoi ca- pelli. 4/7 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640
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"Il Parafulmine umano" 2a parte Il 5 giugno 1974, in un campeggio, ve- dendo avvicinarsi una nuvola grassa e scura e presagendo il peggio cominciò a correre in cerca di un luogo sicuro, ma prima che potesse mettersi al riparo la saetta lo ferì a una caviglia. Fu allora che, dopo 36 anni di onorata carriera, Roy si licenziò e decise di trasferirsi in un'altra località,sempre in Virginia. Appena arrivato nella nuo- va casa installò parafulmini su tutti gli alberi del giardino, sperando di mettere la parola "fine" a questa sto- ria una volta per tutte. 5/7 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640
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"Il Parafulmine umano" 2a parte Ciononostante, subì un settimo assalto, il 25 giugno 1977 quando venne folgora- to mentre stava pescando. Questa volta gli effetti furono gravi: violente u- stioni sul petto, lesioni all'apparato digestivo fino allo stomaco e la perdi- ta dell'udito da un orecchio, ma anche questa volta se la cavò. 6/7 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640
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"Il Parafulmine umano" 2a parte In seguito, poiché la gente era convin- ta che stargli vicino fosse pericoloso per via di qualche forza soprannaturale che lo perseguitava, visse gli ultimi anni della sua vita in solitudine, ini- ziò a soffrire di una grave forma di depressione a seguito della quale morì nel 1983 quando venne trovato morto nel suo letto all'età di 71 anni. 7/7 a cura di RAI Meteo Scienze 475 Istituzioni 640

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