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Pressione Atmosferica e Rendimento
Mentale
La capacità di concentrazione e il
lavoro mentale sono influenzati dalle
condizioni ambientali di temperatura e
umidità.
I nostri riflessi sono rallentati con
pressione atmosferica in calo, cielo
coperto, temperature troppo alte o con
venti caldi e secchi.
Anche il freddo rallenta la nostra ri-
sposta agli stimoli esterni, perché
riduce la sezione dei capillari sangui-
gni e quindi anche l'irrorazione cere-
brale.
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Pressione Atmosferica e Rendimento
Mentale (2)
Le condizioni ottimali per riflessi
pronti e reazioni efficaci sembrerebbe-
ro quelle offerte da giornate con cielo
sereno, temperature gradevoli e alta
pressione. Anche la concentrazione e il
rendimento degli studenti sarebbero
condizionati dalle condizioni meteoro-
logiche.
In particolare, pare che per prendere
un bel voto convenga attendere i momen-
ti finali di un periodo di alta pres-
sione, quando la pressione inizia a ca-
lare.
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Pressione Atmosferica e Rendimento
Mentale (3)
Attenzione, però, alle situazioni in
cui il barometro segnala un calo della
pressione troppo brusco e rapido,perché
possono provocare un minore apporto di
ossigeno al cervello e quindi ottenere
l'effetto contrario, con il risultato
di una diminuzione dell'efficienza men-
tale.
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"Il Parafulmine umano" 2a parte
Per questo motivo, il 7 agosto del
1973, quando in quel caldo agosto si
vide venire incontro una nube tempesto-
sa, decise di rientrare sfrecciando tra
le strade del parco con il furgone di
servizio. Quando ebbe l'impressione di
essersi allontanato abbastanza dalla
tempesta, decise di scendere dal veico-
lo, ma mentre si trovava appoggiato al
suo fuoristrada, Sullivan venne fulmi-
nato per la 5a volta: la violenta scos-
sa lo sbalzò a qualche metro dalla vet-
tura, mandando in fumo il suo cappello
e anche ciò che rimaneva dei suoi ca-
pelli. 4/7
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"Il Parafulmine umano" 2a parte
Il 5 giugno 1974, in un campeggio, ve-
dendo avvicinarsi una nuvola grassa e
scura e presagendo il peggio cominciò a
correre in cerca di un luogo sicuro, ma
prima che potesse mettersi al riparo la
saetta lo ferì a una caviglia.
Fu allora che, dopo 36 anni di onorata
carriera, Roy si licenziò e decise di
trasferirsi in un'altra località,sempre
in Virginia. Appena arrivato nella nuo-
va casa installò parafulmini su tutti
gli alberi del giardino, sperando di
mettere la parola "fine" a questa sto-
ria una volta per tutte.
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"Il Parafulmine umano" 2a parte
Ciononostante, subì un settimo assalto,
il 25 giugno 1977 quando venne folgora-
to mentre stava pescando. Questa volta
gli effetti furono gravi: violente u-
stioni sul petto, lesioni all'apparato
digestivo fino allo stomaco e la perdi-
ta dell'udito da un orecchio, ma anche
questa volta se la cavò.
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"Il Parafulmine umano" 2a parte
In seguito, poiché la gente era convin-
ta che stargli vicino fosse pericoloso
per via di qualche forza soprannaturale
che lo perseguitava, visse gli ultimi
anni della sua vita in solitudine, ini-
ziò a soffrire di una grave forma di
depressione a seguito della quale morì
nel 1983 quando venne trovato morto nel
suo letto all'età di 71 anni.
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