REBIBBIA LA CITTA' INVISIBILE
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Oltre agli interpreti sul palco, sullo
schermo i volti e le voci di chi ancora
sta scontando la pena che tornano a vi-
sitare i luoghi delle loro memorie in-
fantili, dal mostro architettonico del
Corviale a Roma alla fragile catapec-
chia dei nonni profughi da Sarajevo,
quando tutto portava il nome di "casa"
e la città era una ragnatela dalle cui
maglie era difficile fuggire. La "Città
invisibile" che ora da reclusi abitano
in maniera forzata si nutre di sogni
spezzati, di ricordi di ragazzi già re-
duci a vent'anni, già sconfitti prima
ancora di distinguere l'amico dal nemi-
co.
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