
Questa settimana al REF
Maxxi – dal 13 al 15 ottobre
MIASMA
Giorgina Pi
Una video installazione che nasce all’interno di “Lemnos”, un percorso di ricerca artistica avviato nel 2022 e dedicato alle relazioni tra mito greco, memoria storica e paesaggio contemporaneo, sviluppato attraverso un lavoro sul campo condotto principalmente in Grecia. Girato tra il 2022 e il 2026 sull’isola disabitata di Makronisos, il lavoro costruisce una geografia fragile in cui la storia continua a sedimentare nel presente, oscillando tra memoria e oblio. Se nel mito di Filottete la solitudine dell’eroe nasce da una ferita infetta (un corpo escluso e abbandonato perché contaminato, segnato da ciò che il mondo greco chiamava miasma) nel Novecento quel termine riemerge in una torsione politica violenta: la destra e la monarchia greca lo usano per nominare la presunta “infezione” ideologica del comunismo. È in questo slittamento, tra impurità del corpo e persecuzione del pensiero, che l’opera trova il suo nucleo più inquieto.
Mattatoio – dal 13 al 14 ottobre
BARAONDA
Gruppo Uror
Liberamente ispirato a “Ubu cocu” di Alfred Jarry, lo spettacolo si misura con il grottesco politico e con la persistenza farsesca del potere assorbendo l’assurdo jarryano per farne emergere la violenza strutturale: sotto la luce accecante dei riflettori, il potere non ha più bisogno di nascondersi e si mostra in tutta la sua volgarità, mentre ogni resistenza sembra farsi sempre più tenue.
Mattatoio – dal 13 al 14 ottobre
NOIR
Usine Baug
Un documentarista scompare senza lasciare tracce. Si chiama Angel Forloi. Di lui restano testimonianze contraddittorie, frammenti del suo lavoro, ipotesi, vuoti. Tra atmosfere true crime e teatro di inchiesta, la scomparsa diventa specchio di un presente che resiste ad ogni tentativo di essere afferrato e sembra non lasciare spazio ad alternative.
Mattatoio – dal 13 al 14 ottobre
ASTERIONE
Giovanni Onorato, Andrea Veneri
Una composizione a due, per musicista e performer vocale, interamente affidata al buio. Al centro non c’è tanto il mito del Minotauro quanto la sua condizione: Asterione è una figura liminale, segregata, mostruosa e insieme perfettamente aderente allo spazio che abita. Il linguaggio oscilla tra set musicale dal vivo e monologo teatrale, tra forza immediata della performance e linea emotiva della narrazione. Più che una riscrittura del mito, lo spettacolo assume la forma di un piccolo rituale di ricongiungimento con l’alterità e con ciò che la nostra cultura della piena visibilità continua a espellere: il buio, la notte, il dubbio, la parte non pacificata dell’umano.
Mattatoio – 15 ottobre
ANNI LUCE – Osservatorio di futuri possibili
Incontro con Rai Radio 3
Un appuntamento per entrare nel cuore delle opere e incontrare da vicino gli artisti protagonisti del Festival. Conversazioni dedicate a processi creativi, poetiche e visioni della scena contemporanea. Un’occasione per incontrarsi, condividere e approfondire i temi al centro degli spettacoli. Un dialogo aperto tra artisti, pubblico e linguaggi della contemporaneità. Moderano: Lorenzo Pavolini e Serena Spanò.
Teatro Argentina – dal 15 al 18 ottobre
FAUST – Fatto, non detto
Romeo Castellucci, SOCIETAS
Figura decisiva della scena europea, Castellucci continua a spingere il teatro oltre il racconto e oltre la rappresentazione, trasformandolo in un luogo di visione, materia e interrogazione. In “Faust” sottrae il mito al suo solco letterario per farne un’esperienza scenica estrema: non una rilettura del testo, ma un attraversamento della sua vertigine. Tra ombra, pelle e apparizione, lo spettacolo interroga la figura dell’artista come corpo esposto, luogo in cui condanna e redenzione finiscono per coincidere. Ne emerge un lavoro essenziale e potentissimo, in cui la scrittura formale apre uno spazio altro, sospeso tra immagine e ferita.
Mattatoio – dal 16 al 17 ottobre
THIS IS NOT AN AIRPORT
Davide Pascarella
Ogni anno, secondo l’OMS, 720.000 persone, un giorno, decidono che è abbastanza, e con un colpo, un lancio, un’overdose, scelgono di andare via. Noi li chiamiamo i suicidi, dopo. Ma i suicidi sono intorno a noi, prima. Vivi. Incrociamo i loro occhi tutti i giorni. Prima del treno, della pistola, delle pillole, del tetto dell’università. Vivi. Con loro, tra i vivi, ci sono anche persone che continuano a vivere e si suicidano in senso traslato: smettono. Uccidono una parte di sé: scrittura, teatro, sport, sogni. Strappano un pezzo di sé e continuano a vivere. Questo progetto indaga i modi in cui le persone se ne vanno e il bisogno di dirlo al mondo.
Mattatoio – dal 16 al 17 ottobre
È PERICOLOSO LEGGERE I GIORNALI
Annachiara Vispi, Sofia Russotto
Il 19 dicembre 2028 è il giorno con il numero di femminicidi più alto mai registrato nella storia. Viene dichiarato stato di allerta. Si impongono alle donne misure cautelari per sopravvivere alla catastrofe. Rimane loro solo una scelta: evitare di uscire di casa e frequentare gli uomini. Cosa succede quando un’epidemia sociale non viene curata alla radice, ma solo nei sintomi?
Mattatoio – dal 16 al 17 ottobre
ELEGIA DI UN CINGHIALE FERITO
Matteo di Somma, Violetta Ghersina
Un monologo intimo e crudele, che ricostruisce la relazione tra un adolescente e un uomo adulto. Un primo amore segnato da potere, manipolazione e ambiguità. A distanza di dieci anni, Matteo Di Somma cerca di dare forma al dolore e interrogarsi sul confine tra desiderio e violenza, tra memoria e trauma. Il racconto si snoda tra parola, musica e video, in un viaggio visionario tra un sentiero nel bosco, un biglietto del cinema, un disco dei Marlene Kuntz e un water come luogo d’attesa. Una lente ingrandita sul passato che, nonostante il tempo, continua a pulsare.
Mattatoio – dal 17 al 18 ottobre
GIUSEPPE CHIARI | LA LUCE
Installazione audiovisiva da una partitura del 1966
Tempo Reale
“La luce” è un’installazione audiovisiva site-specific ispirata all’omonima partitura di Giuseppe Chiari (1966). Ideata da Agnese Banti e Francesco Giomi per Artissima 2018 — e realizzata alla Pinacoteca Agnelli di Torino con il sostegno di Frittelli Arte Contemporanea — l’opera rilegge in chiave contemporanea la ricerca minimalista del Maestro, costruendo un ambiente immersivo in cui suono, silenzio, luce e oscurità entrano in tensione continua. Per Romaeuropa Festival, il lavoro si presenta in un allestimento speciale in cui altoparlanti e sorgenti luminose disegnano un vero e proprio percorso drammaturgico, scandito da materiali sonori legati all’elettricità e capace di trasformare lo spazio in un campo percettivo instabile, tra vibrazione, presenza e sottrazione.
Mattatoio – 18 ottobre
FLUXUS TREE
Tempo Reale Electroacustic Ensemble
Un progetto che mette al centro l’eredità del movimento Fluxus, una delle avanguardie più radicali e influenti del Novecento, capace di trasformare l’atto musicale in gesto, relazione, azione quotidiana, ascolto espanso. ridefinendo il ruolo dell’interprete, l’idea stessa di partitura e il confine tra arte e vita, proponendo un approccio aperto, ludico e profondamente democratico al fare musicale. Il concerto prende forma come un percorso improvvisativo che attraversa istruzioni aperte, grafie e azioni sonore: accanto al suono, anche lo spazio performativo diventa un parametro della performance, la relazione tra i musicisti e lo spazio stesso, così come quella con il pubblico, si ridefinisce continuamente, rompendo la consuetudine di una separazione netta tra chi ascolta e chi agisce.
Spazio internazionale di incontro, visione e immaginazione condivisa, il Romaeuropa Festival torna dall’8 settembre al 15 novembre rinnovando la propria vocazione a fare delle arti contemporanee un luogo di relazione, ascolto e attraversamento del presente. La manifestazione si configura come un grande laboratorio in cui musica, danza, teatro, creazione digitale, progettualità trasversali e percorsi dedicati all’infanzia si intrecciano dando forma a un’esperienza collettiva nata da un esercizio costante di valorizzazione delle differenze e da una rete di alleanze artistiche e istituzionali costruita con alcune tra le più prestigiose realtà nazionali e internazionali. Nelle intenzioni del direttore artistico Fabrizio Grifasi la quarantunesima edizione è un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria per costruire il “passo del mondo”, orientarsi nella complessità del presente, assumersi rischi e responsabilità, avanzare lungo un percorso che richiede fiducia reciproca.
Le giornate inaugurali dell’8 e 9 settembre sono affidate all’osannato coreografo Benjamin Millepied - che presenta “Summerland”, un dialogo con November Ultra, una delle voci più originali e raffinate della nuova scena musicale francese tra folk e bedroom pop - e due figure emblematiche della creazione italiana contemporanea: Sofia Nappi, tra le coreografe più rilevanti della nuova scena nazionale e fondatrice della compagnia KOMOCO, che presenta “Chora – Il vuoto all’origine”; Caterina Barbieri, compositrice e voce radicale della ricerca elettronica internazionale e direttrice artistica della Biennale Musica di Venezia per il biennio 2025–2026, protagonista di un progetto co-commissionato insieme alla Philharmonie de Paris che la vede confrontarsi con la scrittura per orchestra insieme a ONCEIM, neonata orchestra di sperimentazione e improvvisazione diretta da Frédéric Blondy.
Grazie alla collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, le due giornate proseguono nella sala grande dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone con tre appuntamenti musicali: la voce carismatica di Fatoumata Diawara; la proiezione di “Powaqqatsi” di Godfrey Reggio proposto con musica dal vivo eseguita dal Philip Glass Ensemble; l’incontro tra Jeff Mills, figura seminale dell’elettronica mondiale, e l’arpista e compositrice Kety Fusco in un viaggio audiovisivo tra immagini, illusione ottica, musica acustica ed elettronica.
LA SCENA INTERNAZIONALE
Gli appuntamenti con i grandi protagonisti della scena internazionale proseguono con: il coreografo fiammingo Michiel Vandevelde, che insieme all’ensemble BRYGGEN - Bruges Strings porta sul palco un concerto scenico che traduce nello spazio la rilettura che Max Richter ha dedicato alle “Quattro stagioni” di Vivaldi; il ritorno di Sasha Waltz che si confronta con le “Suites per violoncello” di J.S. Bach eseguite dalla violoncellista Anastasia Kobekina; Rachid Ouramdane con la Compagnie de Chaillot con lo spettacolo dedicato alla performer lituana Lora Juodkaite; la compagnia (LA)HORDE, alla direzione del Ballet national de Marseille che ha profondamente ridefinito l’immaginario del contemporaneo dialogando con sottoculture digitali, culture urbane e grandi icone della scena musicale; Wim Vandekeybus con il riallestimento del suo storico “What the Body Does Not Remember” che nel 1989 lo impose sulla scena internazionale; l’inglese Ben Duke in uno spettacolo che intreccia danza, teatro, stand-up e ironia per interrogarsi sul senso della vita; il sorprendente Collectif XY che dà vita a paesaggi in trasformazione e a un rito collettivo fatto di fragilità, slanci, salti acrobatici e torri umane giocando con il ritmo del mondo e un profondo desiderio di pace; il Groupe Acrobatique de Tanger, la franco algerina Nacera Belaza, il coreografo francese Boris Charmatz, l’Opera Ballet Vlaanderen, il danzatore greco Georgios Kotsifakis, il coreano Eun-Me Ahn, la coreografa Katerina Andreou che incontra Carte Blanche, la compagnia nazionale di danza della Norvegia in una partitura incessante fatta di resistenza, slanci, cedimenti e desiderio.
Il REF continua ad attraversare geografie e immaginari, intrecciando narrazioni teatrali e storie capaci di interrogare il presente con il regista Jaha Koo, l’indiano Pankaj Tiwari e il portoghese Tiago Rodrigues, direttore del Festival d’Avignone, che trasforma il vuoto lasciato dalla scomparsa del padre in un delicato e ironico rito teatrale sulla memoria, l’addio e la resistenza alla fine.
DANZA E TEATRO ITALIANO
Torna a Romaeuropa uno dei registi che più profondamente hanno segnato il percorso del Festival e delle arti performative globali, scrivendo pagine decisive del teatro e dei suoi linguaggi: Romeo Castellucci presenta la sua nuova creazione “Faust. Fatto, non detto”, una radicale esperienza scenica che indaga la figura dell’artista, sospesa tra condanna e redenzione, realtà e visione. A lui si accompagna una costellazione ampia e articolata di artiste e artisti oggi protagonisti del rinnovamento delle pratiche performative: Marta Cuscunà che affronta la storia vera di Hersilie Rouy, figlia dell’illusionista Charles Rouy, reclusa in manicomio per quattordici anni, in uno spettacolo che intreccia illusionismo, sedute spiritiche e tradizioni popolari; Giorgina Pi che rilegge la figura di Filottete in chiave femminile; Pietro Giannini con un affresco concreto e visionario che, tra mockumentary, narrazione e musica, interroga il mito della tecnologia nell’era di Elon Musk; Silvia Costa in uno spettacolo con Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi; gli studenti del corso di II livello in recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” che diretti da Fabiana Iacozzilli, Thom Luz, Ersan Mondtag, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan propongono in cinque giorni il ciclo “HEIMAT – Patria/Straniero” per dare vita a una riflessione plurale sull’identità e l’appartenenza; e ancora, Giacomo Bisordi, Marco D’Agostin, Marta Ciappina, Irene Mantova.
CONCERTI E TEATRO MUSICALE
È la musica a rappresentare nell’ossatura del programma la vocazione del REF a far convivere sperimentazione, repertorio e nuove forme di ascolto, intrecciando anniversari, nuove esecuzioni, elettronica, pop e scrittura contemporanea. L’incontro tra teatro, cantautorato italiano e letteratura vede la speciale presenza di Vinicio Capossela che insieme a Pierpaolo Capovilla propongono un intenso manifesto poetico contro la cultura della morte e in celebrazione della forza irriducibile della vita. Numerosi gli omaggi dedicati agli anniversari dei grandi maestri della musica del Novecento: ai novant’anni di Steve Reich, Blow Up Percussion dedica uno speciale percorso musicale; i pianisti Maki Namekawa e Thomas Enhco si confrontano con una delle più celebri composizioni per pianoforte del Novecento, “The Köln Concert” di Keith Jarrett, in una doppia interpretazione che unisce rigore filologico e libertà improvvisativa; The Avex Ensemble omaggia l’iconica colonna sonora di “Blade Runner”, firmata da Vangelis, in uno speciale cine-concerto; Tempo Reale rende omaggio all’eredità del movimento Fluxus con musiche di Toshi Ichiganachi, Yoko Ono, John Cage e Giuseppe Chiari; al New European Ensemble diretto da Carlo Boccadoro è affidato il progetto dedicato al centenario della nascita di Hans Werner Henze che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, di cui fanno parte, anche i concerti di Hans Thomalla con l’Ensemble Lux:NM, il progetto dedicato a “La bella Magelone” di Brahms nella rilettura scenica guidata dai testi di Sabine Scho e dalle esecuzioni di Gideon Poppe e Anh Trung Sam, e la presenza del pioniere della techno berlinese, compositore e producer Moritz von Oswald.
Le nuove traiettorie della composizione e della musica elettronica sono affidate a Hildur Guðnadóttir, violoncellista e compositrice islandese; a Kangding Ray, che dopo il successo della colonna sonora del film “Sirât”, Premio della Giuria al Festival di Cannes 2025, presenta il suo nuovo “A/V Live Superfluid”, e al pluripremiato ensemble di percussionisti Third Coast Percussion in un dialogo con la compositrice Jlin, performer e musicista elettronica, finalista al premio Pulitzer Musica.
REF KIDS & FAMILY - SPAZIO DEDICATO ALL’INFANZIA E ALLA PRE-ADOLESCENZA
Cresce la sezione REF Kids & Family a cura di Stefania Lo Giudice, che rinnova la sua proposta di musica, teatro e nuovo circo dedicata al giovane pubblico, articolata in tre weekend di spettacoli e attività gratuite, ospitando negli spazi de La Pelanda un programma coinvolgente, un playground con attività ludiche ed esperienziali, una libreria e installazioni interattive. Il focus sulla scena catalana vede iprotagonisti Anna Confetti con il divertente “Where is Stefie?”, lo spettacolo di magia su ruote “Maginarium” di Pau Segalés, “Copiar” di Animal Religion, che invita un gruppo di bambini del pubblico a interpretare lo spettacolo, i clown di LaBú Teatre con “Triplette” e “FORAT” di Dudu Arnalot. E poi, dall’Olanda arriva la compagnia de Dansers, dalla Norvegia Frida Odden Brinkmann, dalle Fiandre ZONZO, dal Giappone Kenji Shinohe. Tra le presenze italiane Federica Migliotti e Campsirago Residenza.
ULTRA REF
Un vero e proprio festival nel festival dedicato alla creatività emergente, dove prendono forma le proposte più ibride, trasversali e fuori formato. Un luogo di festa in continua trasformazione in cui comunità reali e virtuali si incontrano in un crocevia di estetiche, sperimentazioni e contaminazioni.
Nel segno dell’incontro tra classica, contemporanea e pop, il gran finale della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival del 15 novembre si configura come una vera e propria maratona musicale: dodici ore di concerti con un pomeriggio che anticipa le celebrazioni per il novantesimo anniversario di Philip Glass (gennaio 2027), attraverso l’esecuzione integrale degli “Études” affidata a Vanessa Wagner e di “Águas da Amazônia” con Third Coast Percussion. Oltre al “Classical Rave Party” di Enrico Melozzi, in programma anche un grande rito collettivo dell’ascolto in cui i musicisti invaderanno la Sala grande dell’Auditorium Parco della Musica in un closing capace di unire repertori, pubblici e atmosfere, restituendo alla musica la forma di una festa condivisa, aperta, travolgente e profondamente contemporanea. Tra gli artisti: 100 Cellos con Giovanni Sollima, l’Orchestra Notturna Clandestina, Niccolò Fabi, Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Elsa Lila, la Banda dell’Esercito Italiano, Anastasio e Fasma.
RAI si conferma come Main Media Partner del Romaeuropa Festival. Il servizio pubblico racconterà il teatro, la danza, la musica e le arti attraverso interviste, programmi e approfondimenti sui suoi canali dedicati alla cultura e allo spettacolo. Un’offerta per comprendere poetiche, processi creativi e visioni che sarà rilanciata anche sul web e sui social.