
Da 55 anni il Festival regionale di Musica Sacra guarda alla storica e monumentale tradizione del repertorio musicale legato al sentimento del sacro come alle partiture inedite, valorizza le risorse interpretative del territorio rivolgendosi tanto a professionisti quanto al mondo del dilettantismo ed alle istituzioni accademiche, ospita formazioni corali o strumentali di prestigio nazionale o internazionale. Dopo l’apertura con l’Orchestra Haydn per l’esecuzione del celeberrimo “Stabat Mater” di Pergolesi e il concerto dell’Ensemble Puy De Saint Cyr dedicato ai Codici Musicali Trentini del Quattrocento, il bel programma della rassegna sempre aperta a molteplici percorsi fruitivi, dalla riflessione personale al puro godimento estetico, dalla partecipazione religiosa a quella semplicemente conoscitiva, ha in calendario due produzioni, rigorosamente in esecuzione storicamente informata, con l’Orchestra Barocca di Bologna e La stagione armonica per la direzione di Paolo Faldi – con musiche di autori di scuola bolognese legati alla riforme della liturgia di Papa Benedetto XIV e il raro Oratorio “La morte del Cor penitente” di Giovanni Legrenzi in occasione del quattrocentenario della nascita del compositore con l’Ensemble Innsbrucker Hofmusik diretto da Marian Polin.

In collaborazione poi con il prestigioso Ravenna Festival e con il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, nell’ambito delle celebrazioni per l’ottocentenario di San Francesco, va segnalata la prima esecuzione assoluta de “Il racconto di Francesco e il sultano” su testo di Guido Barbieri e musiche commissionate a Marcello Fera, per una attrice, due voci maschili, percussioni, ensemble di archi. Guardando invece alle ricorrenze speciali del territorio il Festival partecipa ai festeggiamenti per il centenario dalla nascita di Sat e Sosat che portano al Duomo di Trento le voci dei King’s Singers, una delle formazioni vocali più famose del mondo. Con la Federazione Cori del Trentino, che ha raccolto e selezionate le proposte delle formazioni locali per il 2026, in calendario troviamo quattro progetti significativi tra antologie di musiche polifoniche e la “Berliner Messe” di Arvo Pärt. Non mancano i concerti d’organo, momenti cameristici, conferenze concerto, reading musicali e spazi riservati alle produzioni della Scuole musicali trentine.

Rigorosa rimane la collocazione dei concerti nei luoghi che si distinguono per la loro “aura” sacrale, a cominciare dalle chiese, perle di architettura locale e testimonianze lontane di una fede solidamente distribuita sul territorio trentino-atesino. E a conferma della sua natura itinerante nella provincia di Bolzano il Festival partecipa ad un evento eccezionale per il giubileo della Streicher Akademie Bozen che con il prestigioso Kammerchor Stuttgart e la direzione di Frederic Bernius propone un programma dedicato alla musica sacra di Mendelssohn. Lo stesso compositore è protagonista anche di un programma sinfonico vocale che vede coinvolte realtà corali del territorio atesino come il coro VocalArt di Bressanone e MGV Bozen con Amarida Orchester per l’esecuzione del grande “Lobgesang” op. 52.

Infine, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Laurence K.J. Feininger il Festival regionale di Musica Sacra ETS realizza una serie di concerti che ne ricordano la figura sia di ricercatore che di compositore e maestro di coro e valorizzano il repertorio musicale conservato al Castello del Buonconsiglio. Tra i tanti, da non perdere la prima esecuzione assoluta di Codex Discantans “Dialogo concertante con i Codici Trentini” per due gruppi vocali orchestra d’archi e percussioni commissionato al compositore trentino Eddy Serafini e l’esecuzione della grandiosa messa a sedici voci, “Missa Tiracorda” di Orazio Benevoli (1605-1672), un grandissimo compositore purtroppo raramente ripreso all’interno delle rassegne concertistiche la cui musica venne riscoperta proprio da Feininger.

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